La scelta dei materiali edili, in particolare quelli che costituiscono la parte isolante dell'involucro abitativo, devono comportarsi egregiamente nei confronti dell'umidità e del vapore acqueo, che è sempre presente all'interno delle abitazioni. In questo articolo vediamo di comprendere il perchè l'umidità ci accompagna ogni giorno, come misurarla e trattarla nel modo migliore.

L’umidità nell’aria

L’aria contiene sempre una certa quantità di acqua in sospensione. Quest’acqua, in forma di vapore, si stabilizza e permane nell’aria a seconda della temperatura e della pressione atmosferica e si misura come umidità relativa, che indica la quantità di vapore contenuto nell’aria in rapporto alla quantità massima contenibile a quella temperatura.

materiali isolanti, vapore ed umidità - Video Fastisol

Anche nel luogo più arido del pianeta, troveremo sempre una minima quantità di vapore nell’aria, certamente a valori più bassi rispetto che a quelli italiani, ma l’aria secca al 100%, cioè con umidità relativa pari a zero è ottenibile solo in laboratorio.
L’acqua evapora sempre, anche a temperatura ambiente in quanto il suo stato liquido permette ad alcune particelle di acqua di liberarsi in atmosfera. E’ un fenomeno che possiamo testare direttamente lasciando un bicchiere d’acqua sul tavolo di casa. Dopo pochi giorni sarà completamente asciutto, per via dell’evaporazione della superficie libera. Indicativamente potrebbe perdere un centimetro al giorno. Può evaporare di più se fa caldo, e se la pressione atmosferica è bassa.

Cos’è la saturazione

L’aria può sostenere l’umidità se c’è energia termica, cioè se c’è caldo. Più l’aria è calda e più riesce a sostenere il vapore. La quantità di vapore sostenibile può arrivare solo fino al punto di saturazione oltre il quale andrà per forza a condensare.
Per esempio di giorno, con il calore del sole l’aria riesce a sostenere tanto vapore ma durante la notte, con l’abbassamento della temperatura, l’aria perde energia e non essendo più in grado di sostenere tutto il vapore, questo condensa formando la rugiada.
Il punto di condensazione quindi è facilmente raggiungibile, basta che le condizioni ambientali varino anche di poco; se estraiamo una bottiglia dal frigorifero d’estate, in pochi secondi vedremo l’umidità dell’aria condensarsi sulla superficie fredda della bottiglia. Questo perché il punto di condensa è stato raggiunto dalla superficie della bottiglia.
Quanta è l’acqua in sospensione?
Un metro cubo d’aria a 21 gradi centigradi può contenere al massimo 20 grammi d’acqua. Se abbiamo una camera da letto di 16 metri quadrati, cioè 43 metri cubi circa, con una temperatura di 21 gradi centigradi ed un’umidità relativa del 70% avremo un contenuto d’acqua pari a 602 grammi. Oltre mezzo litro! con tendenza al rialzo in base alle attività svolte nella stanza. Ovviamente in cucina ed in bagno questi valori saliranno di parecchio.

Dove va quest’acqua?

L’acqua in sospensione nell’ambiente abitato resta li ferma? No: Il vapore tende sempre a condensare, il sistema costituito da aria e calore tende alla quiete e quindi alla condensazione di questo vapore. Vapore che per effetto della differenza di temperatura interno / esterno tenderà a fuoriuscire dall’abitazione. Vorrà sempre andare verso l’esterno più freddo, e passando attraverso gli strati che compongono l’involucro abitato, perderà energia tendendo a condensare dove trova la resistenza maggiore. A volte anche all’interno degli strati; in questi casi, si forma la temutissima condensa interstiziale. Con l’andare del tempo questo fenomeno favorirà l’insorgere della muffa ed un precoce deterioramento della struttura.
Quindi, preso atto che ogni notte abbiamo il nostro bel mezzo litro d’acqua in camera e che questo vorrà uscire, e troverà comunque il modo di farlo, dobbiamo utilizzare materiali traspiranti che ne favoriscano il corretto smaltimento.
Non dimentichiamo comunque l’importanza dei ricambi d’aria, ne abbiamo parlato nel video sulla tenuta all’aria di un sistema isolante, e ripetiamo che nella misura giusta vanno comunque garantiti. Una casa asciutta è una casa più sana e risparmiosa. L’umidità è nemica della comfort abitativo.

L’umidità pesa a livello energetico

Una temperatura di 20,5 gradi ed un’umidità relativa tra il 50 ed il 60 % dovrebbero essere le condizioni migliori per abitare, valori di umidità più alti comportano, in senso assoluto, anche un maggiore dispendio energetico. Riscaldare un ambiente umido costa di più a livello energetico che non un ambiente secco.
Inoltre l’umidità grava sulla percezione del calore. Ad una data temperatura, se l’aria contiene molta umidità, viene percepita nettamente più fredda o più calda di quanto non sia in realtà. Questo in quanto ha un coefficiente di scambio termico molto superiore che non l’aria più asciutta. Un ambiente tendenzialmente asciutto è sempre più vivibile di uno molto umido.

Materiali isolanti traspiranti

Utilizzando dei materiali isolanti ad alta traspirabilità possiamo garantire un migliore equilibrio igrometrico, cioè un ambiente più vicino ai valori ideali di umidità e temperatura per un’abitazione confortevole.
Non tutti i materiali isolanti sono traspiranti, ci sono anche materiali NON isolanti che vengono venduti come traspiranti. Il valore da tenere in considerazione è il mu che in un materiale traspirante deve essere basso.
L’aria in quiete ha un valore µ di 1, la lana di roccia circa 2, l’intonaco di calce 5, il polistirene da 70 a 140, più questo valore sale e peggiore sarà la traspirabilità.

Un materiale isolante deve essere in grado di comportarsi nel modo giusto in ogni condizione climatica e l’accumulo di umidità all’interno delle abitazioni, o peggio tra un materiale e l’altro di una struttura muraria, è sempre da evitare.
Un corretto studio della stratigrafia e l’utilizzo di materiali di qualità garantisce un ottimo sistema isolante per una casa asciutta e confortevole.


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